Il “Made in Pavia” diventa un premio

La Provincia Pavese — 11 novembre 2015
I prodotti d’eccellenza delle 21 aziende in rete dati come benefit ai dipendenti insieme a carte di credito e corsi

Un anno si erano uniti in rete per cercare di resistere alla crisi. Ora le imprese do “Made in Pavia” guardano al futuro con più fiducia, hannofatto diversi passi avanti e adesso si trasformano in laboratorio di misure di welfare e di integrazione salariale. «Siamo convinti che fare squadra serva a tutti», dice con orgoglio nella sede di Confindustria Pavia Davide Caprioglio, presidente della rete che raccoglie 21 aziende locali, 400 dipendenti e 100 milioni di fatturato.

La crisi per voi è alle spalle?
«Diciamo che segni di miglioramento ci sono, anche se è ancora un momento difficile, L’eredità degli anni di crisi è ancora presente. Bisogna tener duro e svilupparsi proprio in questo momento se si vuol vedere l’uscita dal tunnel».

Come vi attrezzate per il rilancio dell’attrattività di Pavia e lo sviluppo?
«Con collaborazioni strette tra noi e con Confindustria da cui proveniamo, Camera di Commercio, Comune, Provincia, i sindacati, i lavoratori. Prova ne è l’esperimento espostitivo in Cupola Arnaboldi, ma anche i tour enogastronomici tra le industrie della rete».

E il marketing?
«Puntiamo su ogni forma di promozione. Tra le piccole iniziative c’è l’omaggistica di Natale che quest’anno vedrà un cesto di prodotti d’eccellenza dei nostri retisti del settore alimentare con le brochure promozionali di tutte le nostre 21 imprese. A questa operazione collabora anche lo stabilimento Auricchio di Cava Manara. Antonio Auricchio e4i suoi fratelli sono molto interessati alla rete: a gennaio discuteremo con loro un eventuale ingresso in «Made in Pavia». Poi parteciperemo a fiere ed esposizione nazionali e internazionali come gruppi omogenei. Sarà la rete a mettersi in mostra non le singole aziende utilizzando hostess e interpreti in comune».

Insieme fate anche i corsi per la sicurezza.
«Sì, grazie a due nostri retisti siamo in grado di fornire corsi per la sicurezza, per il rilascio dei patentino del muletto e per la movimentazione dei carichi che nel settore metalmeccanico sono la prima fonte di infortuni».

Altre iniziative sul fronte dei dipendenti?
«Lavoriamo nel solco dell’inziativa di Confindustria Pavia che ha iniziato il tavolo di intesa con i sindacati. Un tavolo che è uno dei tre in Italia attenzionato dal ministero del Lavoro. Nel nostro piccolo vogliamo diventare laboratori di misure di welfare e di intergrazione salariale con, ad esempio, carte di credito fornite dall’azienda ai lavoratori a condizioni vantaggiose, con convenzioni e con la distribuzione di generi di prima necessità presenti nella rete come caffè, riso e vino. Pensiamo anche a benefit come corsi: le aziende pagano quelli per la formazione professionali, mentre su quelli per interesse personale con lo studio dell’inglese possono diventare premi o agevolazioni aziendali».

 

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