“Made in Pavia” in vetrina ma il lavoro scarseggia

Il Giorno — 20 settembre 2015
Rete di imprese fino a giovedì in Cupola Arnaboldi

Non è solo una vetrina per le imprese, ma l’obiettivo di promozione vuole avere anche immediate ricadute occupazionali. La rete d’impresa “Made in Pavia”, che ieri mattina ha inaugurato l’esposizione alla Cupola Arnaboldi, è parte attiva del progetto “Compralavoro”, lanciato in occasione dell’ultima festa patronale dal vescovo Giovanni Giudici, che in una delle sue ultime uscite ufficiali in città (per l’imminente pensionamento), affiancato dal responsabile della Pastorale diocesana del lavoro, don Franco Tassone, non è voluto mancare all’inaugurazione dell’iniziativa, insieme al vicepresidente di Confindustria Pavia, Daniele Cerliani.

E se nei primi 3 mesi di “Compralavoro” già 20 ragazzi hanno trovato occupazione, con un crescendo raddoppiato a 40 in altri 3 mesi, ma sulle 1.300 persone iscritte, ogni sforzo di promozione delle imprese è infatti finalizzato anche alla creazione di nuove concrete opportunità di lavoro.

In quest’ottica la rete d’impresa “Made in Pavia”, presieduta da Davide Caprioglio, è impegnata in una serie di iniziative per mettersi letteralmente in mostra, a Pavia ma non solo. In Cupola Arnaboldi l’esposizione inaugurata ieri rimarrà fino a giovedì 24.

Il network “Made in Pavia” è formato da 21 imprese, che contano 427 persone e 100 milioni di euro, con un «progetto di promozione territoriale» nel quale le imprese si sono unite in rete «per valorizzare la competitività e innovatività» e «dando valore alla responsabilità sociale attraverso un rapporto esclusivo con la Diocesi».