La proposta della Diocesi: «Soldi virtuali anti-crisi»

Il Giorno — 1 maggio 2016
A Pavia spunta l’idea di copiare i “sardex” e pagare beni e servizi con i “linx”

I pagamenti? E se venissero effettuati con una moneta virtuale come fanno alcune aziende della Sardegna? L’opportunità è stata lanciata ieri durante il Giubileo diocesano di lavoratori, professionisti e imprenditori. Nel corso dell’appuntamento promosso dalla Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Pavia (guidata da don Franco Tassone), dal Laboratorio di Nazareth e dalla Scuola di Cittadinanza e Partecipazione è stato dibattuto il tema “Per un nuovo modello di economia inclusiva”. Tra le proposte anche quella di introdurre in Lombardia i “linx” come hanno fatto in Sardegna con i “sardex”. Soldi virtuali che vengono spesi all’interno di un circuito per acquistare beni reali che si trovano sul territorio.

Sull’isola l’offerta va dai servizi all’impresa e alla persona fino ad arrivare ad alimentari, abbigliamento e persino le gomme per l’auto. L’idea lanciata in piena crisi, quando anche le imprese erano a corto di liquidità, è stata applaudita anche dal Times che l’ha ritenuta la soluzione più innovativa. Ora che dalla crisi non siamo ancora del tutto usciti, trasportare i sardex in Lombardia potrebbe dare un nuovo impulso all’economia locale e accelerare quella ripresa che non arriva. Proprio come ha fatto la rete ‘Made in Pavia’, avviata con 12 aziende e ora arrivata ad avere 25 imprese collegate che si sostengono e si aiutano vicendevolmente.

E dalla rete, dal dialogo, dall’aiuto reciproco possono anche arrivare prospettive occupazionali. Lo ha visto in questi anni il servizio “Amico lavoro” che ha raccolto 1700 curricula. «Tanti hanno chiesto aiuto – ha detto don Franco Tassone, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Pavia – e siamo riusciti ad aiutarli. Cinquanta hanno trovato un’occupazione, il profilo di una trentina è stato richiesto perché rispondeva alle esigenze del mercato e altri non si sono più presentati perché evidentemente si sono collocati». Presto “Amico lavoro” si trasformerà in “Sportello lavoro” e cercherà di dare una prospettiva a chi non ce l’ha. Come accaduto proprio l’altro giorno quando un’azienda aveva bisogno di una persona con determinate caratteristiche, un profilo che la banca dati di “Amico lavoro” aveva. Così le due esigenze si sono incontrate.

 

 

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